Jumping the Chuck, piccolo ma utile dizionario tecnico

19 05 2010


Sapete cos’è un episodio pilota? Sapreste darne una definizione precisa, come dire, da dizionario? Ed un teaser? Sapete poi cosa vuole significare jumping the shark? E la sindrome di Chuck Cunningham?

A queste ed a tante, ma tante altre domande risponde Cuore & Acciaio – Eroi e robot da Gojira a Neon Genesis Evangelion, l’Encyclopedia (per questo ci sono alcune parole in neretto: sono i corrispettivi hyperlink) creata da un nostro affezionato ascoltatore: Omar Serafini.

L’autore (Omar) ci ricorda che l’opera è tuttora in corso d’opera ed io ho avuto il grande onore di poterne leggere due estratti, uno relativo alla parte monografica ed uno relativo al dizionario enciclopedico. Beh, sono rimasto a bocca aperta.

Leggendole mi sono venute subito in mente altre domande, prima fra tutte: quando verrà pubblicata quest’opera? Al momento solo Omar potrà rispondere, ma voi non perdetevi la spiegazione dei termini di cui sopra, ovviamente dopo il jump.

bibbia. Guida della serie televisiva, elaborata dal creatore e/o dall’equipe di sceneggiatori dello stesso. La “bibbia” sviluppa il concept della serie, codificandone in dettagli l’ambientazione, lo scenario entro il quale si muoveranno le trame degli episodi, la natura e la psicologia dei personaggi fissi e/o regolari.

Chuck Cunningham, sindrome di [dall’ingelse in inglese “Chuck Cunningham syndrome”] Strategia creativa, molto utilizzata, che implica l’inspiegabile rimozione di un personaggio di una serie televisiva. La locuzione deriva della celebre serie televisiva «Happy Days». Nei primi episodi della serie la famiglia Cunningham, oltre a Ritchie e Joanie, ha anche un terzo figlio: Chuck. Curiosamente, però, lo stesso scompare dopo qualche episodio. Gli sceneggiatori non si curano di dare una spiegazione plausibile: semplicemente Chuck esce di scena, e i protagonisti della serie di comportano come se non fosse mai esistito. Recentemente viene preso come sinonimo della locuzione “sindrome di Chuck Cunningham” anche il termine “bobbato” (dall’inglese “to get bobbed”). Questo termine deriva, invece, dalla celebre serie televisiva «E.R. Medici in prima linea». In uno dei episodi della prima stagione, compare una timida donna polacca che aveva un nome che, apparentemente, nessuno poteva (o voleva) pronunciare, quindi i protagonisti della serie l’avevano soprannominata “Bob”. Apparve saltuariamente nel corso della prima stagione, sostenendosi gradualmente mentre lavorava all’accettazione. Il personaggio di Bob salta sotto la luce dei riflettori in un episodio della prima stagione, quando Bob, impulsivamente, nel mezzo di un’operazione che sta andando male, con un improvvisato (e sorprendente) lavoro chirurgico salva la vita del paziente. Più tardi rivela di essere stata un chirurgo in Polonia ma la sua laurea non è riconosciuta negli USA. All’inizio della seconda stagione Bob scompare senza alcuna spiegazione plausibile dalla serie. Un’altra locuzione derivata da «E.R. Medici in prima linea» è “doylato” (dall’inglese “to get doyled”). Questo termine deriva dal personaggio della dottoressa Maggie Doyle che ogni tanto fa capolino nella serie, poi passano settimane senza che Maggie compaia poi, improvvisamente in un episodio appare per circa 10/15 secondi e poi scompare. Non essendo una presenza fissa e non essendo stata “bobbata” è stato coniato il nuovo termine “doylato” proprio per indicare le fugaci, e inesplicabili, apparizioni di un personaggio.

episodio pilota. Termine con la quale si indica il primo episodio realizzato per una trasmissione o una serie. Noto anche come episodio zero, o puntata pilota di un serial televisivo, o anche, più brevemente pilota o, più raramente, pilot (termine usato nella nella lingua inglese e da cui deriva l’italiano “pilota”). Nel caso di serie televisive, spesso l’episodio pilota viene prodotto prima dell’approvazione del progetto. L’episodio pilota viene quindi utilizzato come una sorta di esempio per i possibili finanziatori, per mostrare loro il tipo di prodotto sul quale investiranno. Prima che la serie entri in produzione, può accadere che vengano richieste alcune modifiche al concept o ai personaggi, per cui l’episodio pilota può risultare anche radicalmente diverso dai successivi episodi (vedi, ad esempio, «Star Trek»). In altri casi, quando l’episodio pilota non risulta sufficientemente convincente e non riesce a garantirsi i fondi necessari, la produzione della serie viene semplicemente abbandonata. In questo caso possono essere considerati a tutti gli effetti come serie televisive durate un solo episodio, talvolta archiviato senza neanche essere stato trasmesso. Soprattutto a partire dagli anni ’70, i pilot sono realizzati con una durata simile a quella di un film, in modo che, in caso di fallimento del progetto, l’episodio possa almeno essere riutilizzato come film per la televisione o anche per il cinema.

jumping the shark”. Espressione inglese, citata talvolta nella forma “jump the shark” (in italiano “saltare lo squalo”), che viene utilizzata dai critici televisivi statunitensi per indicare il momento in cui una serie televisiva raggiunge il suo picco, per poi abbassare il livello di qualità, facendo venir meno la verosimiglianza della storia. La locuzione deriva da un episodio del 1977 della celebre serie «Happy Days», in cui Fonzie saltava, da un trampolino, uno squalo sugli sci nautici. Questo fatto rappresentò, per i critici televisivi, il definitivo declino della serie.

teaser. parte iniziale di un episodio che precede la sigla d’apertura; ha il compito di colpire l’immaginazione dello spettatore, invogliandolo a proseguire la visione del programma (“teaser” viene dall’inglese “to tease”, “stuzzicare”, “intrigare”, “incuriosire”. L’espressione originale inglese può essere tradotta con “anticipazione”).

Come volevasi dimostrare, lo scopo ultimo del podcast, sempre secondo il mio umile parere non è quello di ergersi ad esperto e parlare dell’argomento interessato, ma quello di condividere una passione e di scoprire cose nuove.


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4 responses

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19 07 2010
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